Archivi autore: Gianluigi

Melancolia I

Melanconia I

Nel quadro Melanconia I (in mostra in questi giorni alle Scuderie del Quirinale) Albrecht Dürer ha inserito un quadrato magico:

16 3 2 13
5 10 11 8
9 6 7 12
4 15 14 1

La particolarità di questo quadrato è che è stato ottenuto scrivendo i numeri da 1 a 16 nel quadrato e poi invertendo le due diagonali. Inoltre Durer ha scambiato le due colonne centrali, senza alterare le proprietà “magiche” del quadrato, per formare il numero 1514, che è l’anno in cui è stato realizzato il quadro. Sommando i numeri simmetrici sulle diagonali si ottiene il numero 17. Inoltre sommando i numeri dei possibili quadrati si ottiene il numero 34.

16 3 2 13
5 10 11 8
9 6 7 12
4 15 14 1

16 3 2 13
5 10 11 8
9 6 7 12
4 15 14 1

16 3 2 13
5 10 11 8
9 6 7 12
4 15 14 1
16 3 2 13
5 10 11 8
9 6 7 12
4 15 14 1

Maggiori informazioni sui quadrati magici sono qui.

La libertà di stampa

Interessante la storia di Sorrell, Benatti e Weber. Tipica storia con un vasto pubblico: tanti soldi, relazioni incrociate battagglia. Roba da tener impegnate frotte di giornalisti per anni. Ed invece sulla stampa italiana niente. Sarà mica dovuto al fatto che Sorrell è uno dei magnati internazionali della pubblicità? Questo per ribadire l’indipendenza dei media.

L’Infedele, La Stampa e il senso della storia

Interessante il senso della storia posseduto da un giornalista de La Stampa. L’altra sera, il 28 marzo, durante la puntata dell’Infedele, c’era uno dei responsabili di Peacereporter, Maso Notarianni, che cercava di inquadrare meglio il personaggio Osama Bin Laden andando un po’ più indietro rispetto all’11-09-2001. Ma il giornalista in questione interruppe il discorso dicendo che andando a ritroso nella storia si poteva tornare indietro fino a Giulio Cesare e quindi dare tutte le colpe a lui. Insomma per il giornalista, bisogna fermare l’analisi della storia di Bin Laden al 2001, come se fosse nato in quell’anno, prima non esisteva. Se questa è la qualità dei giornalisti de La Stampa, sono contento di non leggerlo, in più non era neanche bravo a mentire, mentre diceva quelle cavolate, aveva la faccia di chi pensa: si sto dicendo una cavolata.

Le Termopili

L’articolo di questa settimana su Left Wing, sulla battaglia delle Termopili o meglio sul film 300, mi da l’impressione di essere molto superficiale. Come spiegato ottimamente qui un film non è mai solo un film. In aggiunta, anche Marco Beccaria sembra dimenticare che i famosi 300 della battaglia erano in circa 7000, poi diventati 1000, ma tutti si ricordano dei soli 300, ovvero i soli spartani, mentre gli altri erano guerrieri di serie b, da non citare dunque.

Windows Vista & Driver/2

Inserendo una seconda penna, dell’identico tipo della prima, Vista ha reagito alla stessa maniera. Bisogna proprio convincerlo ad installare i driver.

Intanto sembra eccezionale il bug che si verifica durante la copia di file. Sembra che sulle macchine su cui si verifica, le operazioni di copia e spostamento di file durino quanto un’era geologica.

Scoiattoli e clima

Simpatica ipotesi di Vaime, questa mattina durante il suo Trafficando, che l’attuale ondata di freddo derivi da quei simpatici scoiattoli della pubblicità, in onda in questi giorni sulle tv italiane. Io aggiungo un’altra domanda: cosa vuole suggerire la pubblicità, scorregiate frescamente?