Osservando l’ottima tecnica di parcheggio (e non solo) dei romani, la domanda nasce spontanea: tutto ciò dipende anche dal fulgido esempio dato dalle forze dell’ordine? Poi ti svegli una mattina e:

Vigili e parcheggio

Robert Davis è stato accusato di aver copiato illegalmente dei podcast audio posseduti dalla SFX Motor Sports. Ma andando nei dettagli dell’episodio, si scopre che Davis ha messo sul proprio sito un link diretto (un link non una copia) a tale materiale. Un giudice del Texas (Sam Lindsay) ha stabilito che tale operazione equivale alla copia e redistribuzione del materiale in violazione delle leggi sul copyright, e di aver inoltre dannegiato la SFX perché fornendo il link diretto a tali contenuti, la SFX non ha potuto mostrare gli annunci pubblicitari prima di poter visualizzare il materiale, così come accade arrivandovi dalla pagina principale del sito. Ora l’accusa del danno per gli avvisi, potrebbe pure reggere, ma come si fa a rubare una cosa senza rubarla? Questa è una cosa che non riesco a capire. Ma il giudice che ha deciso questo sa cos’è un furto, non solo on-line ma anche nella vita reale? Ha mai accesso un computer e sa cos’è un link?

L’articolo originale.

Quando fu annunciato che Zune avrebbe avuto il supporto WI-FI per condividere le proprie canzoni, tutti dissero che bello. Poi fu annunciato che le canzoni scambiate dopo tre giorni vengono cancellate dalla memoria dello Zune ricevente, questo anche nel caso si tratti di brani non protetti da diritto d’autore. Adesso si viene a sapere che si può impedire del tutto la condivisione, ed in più questa opzione può essere scoperta solo tentando di condividere il brano in questione.

Bell’esempio di trasparenza commerciale.

PS. chissà come mai è ancora attiva la funzione di riproduzione sempre, non sarebbe meglio disabilitarla?

Leggevo ieri, su Panorama, che il sindaco di Londra vuole portare il prezzo del biglietto della metro a circa 6 euro. Questo nell’intento di decongestionare le linee della metro, facendo in modo che i più poveri si spostino sull’autobus, mentre i più ricchi potranno permettersi il più comodo e veloce “tube”. E questo mi sembra giusto nei confronti di chi l’ha votato, se era nel programma politico. La cosa che più mi lascia perplesso è quest’idea sia considerata innovativa. Innovativa una scemenza simile? Cioè invece di pensare a soluzioni che permettano di ridurre gli spostamenti delle persone, cosa sarebbe innovativo pensare a mezzi di serie A e mezzi di serie B? Invece di pensare a squallidi centri direzionali (nominatemi un centro direzionale che dopo la chiusura degli uffici non sia squallido e morto, peggio di un’area industriale), fatti di orribili grattacieli. Perchè vengono fatti costruire grattacieli, che obbligano migliaia di persone ad essere li tutti alle 9 in punto? Perché le città non sono fatte in modo che la maggior parte dei suoi abitanti vadano al lavoro, a piedi con la bici o al limite con dieci minuti di bus. Lunghi spostamenti in metro, treno, auto, dovrebbero essere l’eccezione non la regola.

Ovviamente tutto questo presuppone, studio progettazione, gente che sa cosa significa vivere in una città. Molto più rapido dire volete la metro libera, ci penso io, mando via quei straccioni che vi impediscono di andare al vostro importantissimo lavoro.

Il sindaco di Londra dovrebbe essere invitato a girare per la sua città in bici, invece che far nascere questa esigenza dal basso: Critical mass.

Le vere qualità dell’iPhone. Ovviamente oltre ad essere una richiesta assurda, i legali della Apple non fanno nessuna menzione del fatto che Apple sta utilizzando il marchi iPhone legalmente detenuto da Cisco. Ma ovviamente intimidire un povero blogger è più semplice che intimidire una società.

Ieri abbiamo comprato una Mukka Express, versione rosa (2 euro del prezzo finiscono all’AIRC Associazione Italiana Ricerca Cancro), sostanzialmente il sistema funziona. Anche se come spiegato più ampiamente qui, forse il cappuccino è un po’ tiepido. Ma siamo solo al secondo uso, vedremo con la pratica!

Per chi ha un account Google Analytics e volesse inserirlo nella propria installazione di WordPress (senza voler inserire plug-in) ecco come fare:

crea un file denominato analyticstracking.php con il seguente contenuto:

<script src=”http://www.google-analytics.com/urchin.js” type=”text/javascript”>
</script>
<script type=”text/javascript”>
_uacct=”UA-XXXXXX-X”;
urchinTracker();
</script>
<?php
// End Analytics tracking code
?>

Accertati di sostituire il valore _uacct di esempio sopra riportato con il numero del tuo account.

Caricare il file analyticstracking.php sul proprio sito nella cartella wp-includes. Fatto questo aprire, sempre nella cartella wp-includes, il file functions.php e cercate la funzione wp_footer che dovrebbe essere:
function wp_footer() {
do_action(‘wp_footer’);
}

Inserite la riga include_once(“analyticstracking.php”); subito dopo do_action in modo da ottenere:

function wp_footer() {
do_action(‘wp_footer’);
include_once(“analyticstracking.php”);

}

Salvate il file ricopiatelo nella vostra installazione. Ora in tutte le pagine del vostro sito, tranne quelle amministrative, comparira’ il codice di monitoraggio di Google.

Testato dalla versione 2 in poi.
Aggiornamento:
Nella vesrione 2.1 la funzione wp_footer e’ stata spostata nel file general-template.php.

The PrestigeMi ha lasciato un po’ interdetto. Al contrario di alcune recensioni, non lo ritengo del tutto riuscito. Apprendo ora che è tratto da un romanzo di un certo successo, catalogato come fantascienza steampunk. Ma come è entrato in scena il personaggio di Tesla, mi è sembrato di essere a casa davanti alla tv a guardare Voyager. Insomma la macchina di Tesla sembra più un’invenzione da b-movie, che da un film che vuole indagare sui pericoli della clonazione o sul cinema stesso. The prestige non è certamente un b-movie, giusto perché il budget più elevato, ha permesso di ingaggiare un cast di star, e di poter ricostruire i luoghi della storia in maniera superba. Ne tantomeno mi sembra che si indaghi sul cinema stesso, come “gioco di prestigio”, quello che viene indagato è piuttosto il rapporto tra attore e pubblico in uno spettacolo dal vivo; rapporto che il cinema non potrà mai avere. E’ questo rapporto che permette all’attore di teatro di gioire della gioia del pubblico e che gli permette di modificare lo spettacolo in base alle reazioni del pubblico. Un attore di film riuscirà a fare mai questo?