Dopo la lettura di The Science of Interstellar di Kip Thorne, posso con una certa sicurezza affermare che quet’articolo di Phil Plait è basato più sull’invidia che altro. come tra l’altro è stato costretto a fare nell’articolo stesso l’autore ha dovuto ritrattare le sue affermazioni sulla veridicità scientifica di alcune cose. Per chi fosse curioso nel libro trovate in maniera dettagliata tutto il resto, con ben indicato cos’è scientificamente vero da cos’è scientificamente interpretato. Ultima cosa Kip Thorne non ha semplicemente collaborato al progetto ma ne è stato l’ideatore iniziale, nella prima parte del libro, infatti, viene riassunta tutta la storia del progetto dalle sue prime idee, al lavoro con Steven Spielberg e finalmente alla realizzazione concreta con i fratelli Nolan.

Un articolo molto più interessante è questo: http://blogs.scientificamerican.com/observations/2014/11/28/parsing-the-science-of-interstellar-with-physicist-kip-thorne .

Leonardo su Watchmen:

In questo caso saltare dalle due alle tre dimensioni significa passare dal paginone di Playboy alla bambola gonfiabile: a qualcuno potrà piacere, ma no, non è un progresso.

Mitico!

Qui invece una recensione un po’ più tradizionale.

L’articolo di questa settimana su Left Wing, sulla battaglia delle Termopili o meglio sul film 300, mi da l’impressione di essere molto superficiale. Come spiegato ottimamente qui un film non è mai solo un film. In aggiunta, anche Marco Beccaria sembra dimenticare che i famosi 300 della battaglia erano in circa 7000, poi diventati 1000, ma tutti si ricordano dei soli 300, ovvero i soli spartani, mentre gli altri erano guerrieri di serie b, da non citare dunque.

Ho trovato con piacere una bella recensione di Kyashan – La rinascita. In qualche commento alla recensione si parla dell’ilarità suscitata dal film. Confermo! Tale ilarità si sprigiona verso la fine del film, quando sembra terminato, ci si aspetta la comparsa dei titoli di coda, ed invece il film riprende. Tutto questo per alcune volte. Diciamo un bel film, con effetti visivi notevoli, ma con un finale da rifare.

A me Saturno Contro è piaciuto. Poi se volete altri pareri sono qui e qui. Trovo decisamente esagerata la critica del racconto solo “borghese”, che siamo ritornati alla lotta di classe?

Nello scorso autunno, il Sundance Institute, fondato da Robert Redford e organizzatore del più famoso festival di cinema indipendente del mondo, aveva annunciato la volontà di commissionare a cineasti indipendenti una serie di cortometraggi realizzati appositamente per i telefoni cellulari.
Dopo essere stati proiettati in anteprima al 3GSM World Congress di Barcellona, adesso possono essere visti scaricati dal pubblico di tutto il mondo.

Ecco i link:

http://e-clips.mobi/zr/videos/King_Tiny_15474.3gp
http://e-clips.mobi/zr/videos/Skateboard_15479.3gp
http://e-clips.mobi/zr/videos/Reno_15478.3gp
http://e-clips.mobi/zr/videos/La_Revolucion_de_Iguodala_15475.3gp
http://e-clips.mobi/zr/videos/A_Slip_in_Time_15471.3gp

In realtà dovreste andare sul sito (http://www.sundance.org/globalshortfilms) ed inviare in sms ad un numero, dopodiché vi mandano un link ad una pagina che contiene i filmati, da vedere con il telefonino.

Dopo aver visto Il labirinto del fauno, ho voluto vedere qualche lavoro precedente. E scopro che La spina del diavolo è addirittura del 2001. E’ stato fatto uscire di recente proprio grazie al successo del Labirinto e dei prodotti Hollywoodiani di Guillermo Del Toro. Non ho visto i precedenti due HellBoy e Blade II, ma ho visto Blade I che mi è sembrato la solita cavolata made in Hollywood. La spina del diavolo, invece ha molti punti di contato con Il labirinto del fauno: il periodo storico, il mix tra realtà e fantasia, anche se qui è pittosto un horror. In definitiva un bel film, da vedere.

Citazione:

“Che cos’è un fantasma? Un evento terribile condannato a ripetersi all’infinito Forse solo un istante di dolore Qualcosa di morto che sembra ancora vivo Un sentimento sospeso nel tempo Come una fotografia sfocata Come un insetto intrappolato nell’ambra”.

Il labirinto del FaunoE’ uno dei migliori film di questa stagione. Non sono affatto daccordo sul fatto che sia un film incompleto. Più che chiedersi della presenza di tutta quella violenza in una favola, bisognaiterrogarsi sulla forza di una bambina che al centro di tutta quella violenza riesce ancora a sognare. L’unico modo che ha per salvarsi.