Di solito la colonna a destra dei siti dei maggiori quotidiani italiani, riporta notizie di gossip e/o a sfondo erotico, il famoso “boxino morboso“. Ma questa mattina c’era una notizia di scienza, anche se annunciato da un titolo da cronaca nera: “Giove sfregiato dalla cometa le foto del telescopio Hubble“. Decido di approfondire, la notizia si apre con una foto enorme dello sfregiato ed è annunciata così:

Quindici anni dopo la Shoemaker-Levy 9 un’altra cometa stavolta di dimensioni simili alla terra ha colpito Giove causando una colossale cicatrice sulla superficie del gigante gassoso. Lo ha reso noto la NASA che ha diffuso la foto ripresa dal telescopio Hubble che mostra la zona dell’impatto, una ‘cicatrice’ nera vicino al Polo Sud del pianeta, con gas visibili in immagini a infrarossi e detriti più a nord ovest. Il primo a dare la notizia è stato un astronomo dilettante australiano di un villaggio a nord di Canberra, Anthony Wesley, confermata in seguito dalla NASA

Incredibile, c’era una cometa di “dimensioni simili alla terra” che se ne andava a spasso per il sistema solare, va a schiantarsi su Giove è tutto questo viene annunciato in un boxino morboso di Repubblica. Niente titoli sullo scampato pericolo, niente fine del mondo. Come è da prassi niente link, cioè niente citazioni della fonte della notizia (chi ha scritto la notizia è uno scribacchino del sito di Repubblica, magari sono anche iscritti all’ordine dei giornalisti, mica un giornalista), per cui bisogna cercare da se. Basta andare sul sito della NASA per scoprire che la cometa era grande “several football fields”, cioè diversi campi da football, come era ovvio.

Ovviamente consigliamo ai redattori del boxino morboso di restare sul tema “tette” altri argomenti sono fuori della loro portata.

Aggiornamento:

mi accorgo ora che l’annuncio catastrofista Repubblica lo aveva lanciato: Armegeddon su Giove. Insomma un regolamento di conti terminato con lo sfregio di Giove.

In America una giornalista cita dei passi di un articolo di un blog non citando la fonte, poi è costreotta a chiedere scusa. In Italia sempre più giornalisti scrivono articoli facendo il “taglia e incolla” da Wikipedia, avranno mai il coraggio, non di chiedere scusa questo è troppo, ma di citare le proprie fonti?

Nei giorni scorsi i telegiornali e le varie trasmissioni sul terremoto hanno rilanciato la notizia del primo matrimonio dopo il terremoto. Nei vari servizi si parlava di un po’ di nervosismo da parte dello sposo. Questa sera Striscia la notizia ha mostrato che si trattava ben più di nervosismo. Li ha chiamati “cani” e li ha più volte invitati ad andarsene. Alle dimostranza di una presunta giornalista, penso una di Mediaset dalla voce mi sembrava una che si sente spesso su quelle reti, che non gli era permesso di chiamarli cani, perché loro erano li per dare un messaggio di speranza, lo sposo si è giustamente alterato e gli ha domandato chi li avesse invitati. Poi penso che tutti siano stati allontanati giustamente dalla polizia.

Secondo me, però, la giornalista aveva ragione, lo sposo ha sbagliato a chiamarli cani, in realtà sono dei semplici sciacalli.

Autoreferenzialità una descrizione dell’ovvia autoreferenzialità dei giornali. Qui e qui, invece, esempi di autoreferenzialità dei blog. La differenza? La prima rientra nella categoria servizietti a pagamento, la seconda è una segnalazione di un blog su cui vengono scritte cose interessanti in uno stile personale.

Il servizio di ieri sera del tg5 su Wikipedia sarebbe stato un buon numero da Cabaret se non fosse stato che la trasmissione in cui era inserito era un “presunto” telegiornale.  L’altro demerito di questo servizio da cabaret, per cui non è stato notato troppo, è quello di essere uscito nella stessa giornata delle dichiarazioni di Berlusconi sulla crisi. Si sà, nella comicità il tempo è essenziale.

Comunque complimenti al giornalista cialtrone/ottimo cabarettista.