Categoria: Recensioni

Orbit® Wireless Mobile Trackball

Mi aspettavo di più da un marchi come Kensigton. Il mio logitech m370, vecchio di 7 anni, può dare un sacco di punti a questa trackball, in fatto di scorrevolezza della pallina, neanche quando è pieno di polvere è così duro. Speriamo migliori con l’uso. Purtroppo per un problema al braccio destro ho dovuto trovare una trackball, ambivalente. Questa è accettabile. Si impugna abbastanza bene, e non è ne piccola ne troppo grande, da renderla facilmente trasportabile, la m370 è decisamente più grande. La forma è abbastanza naturale quando si appoggia la mano. Le strisce di scorrimento intorno alla pallina, fanno il loro lavoro, anche se bisogna regolarle bene. È qui vengono le note dolenti, ci sarebbe un software per regolare alla perfezione vari aspetti del funzionamento, peccato che su Windows 10 questo software fa impazzire il dispositivo e bisogna rimuoverlo.

Manca il download automatico dei dizionari. Sul touch se tenti di avere la definizione di una parola, in una lingua per cui non c’è il dizionario, il Kindle ti domanda se lo vuoi scaricare. Senza dover andare ne i miei contenuti e inviarlo.
La comoda gesture per passare velocemente da un capitolo all’altro. Lo so c’è la nuova navigazione, ma devi far uscire il menù, scegliere il tipo di navigazione, navigare i capitoli; contro una strisciata verticale del dito.
La mezza cosa: il sensore automatico della luminosità è un po’ pigro e non sempre ci azzecca.

Pensieri lenti e veloci

Daniel Kahneman

Ho iniziato a conoscere il lavoro di Kahneman dalle opere di Nassim Taleb. Ovviamente andare alle fonti e sempre meglio. Un libro sicuramente illuminante, anche se un po’ ostico, forse è la traduzione, magari in originale è meglio. Ma sicuramente non è esageratamente tecnico, e sicuramente divulgativo.

Con l’arrivo di Netflix in Italia, ho deciso di iniziare il mese di prova gratuito. Siccome mia moglie ed io stiamo seguendo alcune serie ho confermato l’abbonamento. Nel periodo di prova per vedere i programmi abbiamo utilizzato un Kindle Fire HD collegato alla tv via HDMI, senza nessun problema. Ma è una soluzione un po’ scomoda, abituati al telecomando doversi alzare ogni volta per fermare o cambiare la riproduzione è difficile. Per cui ho deciso di prendere qualche dispositivo che avesse Netflix, il più semplice e affidabile possibile. Grazie all’uscita dell’Apple TV 4, la versione precedente è diventata molto abbordabile, Netflix è già installato, per cui mi sono detto perché no.

Lo ordinato sullo store on-line della Apple, consegna rapidissima.

Lo porto a casa, monto tutto prendo il telecomando e prima brutta sorpresa il telecomando non è in grado di effettuare nessuna regolazione della TV, neanche la voce, cosa che qualsiasi telecomando di plastica Made in China sa fare su  tutti i televisori attuali e del futuro. Certo il telecomando Apple è di alluminio, stiloso, ma resta quello un pezzo di alluminio. Sembra che per avere questa semplice funzione bisogna comprare l’Apple TV 4 è attivare la funzione di apprendimento del telecomando. Mentre per funzioni ancora più avanzate, tipo il cambio canale o l’accensione/spegnimento, bisognerà  attendere la versione 6/7 almeno, oppure cambiare TV e prenderne una con la funzione HDMI-CEC (controllo attraverso il cavo HDMI). Certo esiste anche la funzione di apprendimento dell’Apple TV per un telecomando di terze parti, ma quanti hanno un telecomando con 6 tasti inutilizzati da riciclare; significa comunque dover comprare un telecomando universale.

Accendo il dispositivo, l’interfaccia è semplice, vado subito a configurare il WI-FI poi accedo a Netflix. La riproduzione è sicuramente migliore rispetto a quella del Kindle Fire HD, anche se ci mette di più a partire. Infatti la riproduzione dell’app sul Kindle inizia immediatamente, anche se con una qualità più scarsa (“pixellata”), per migliorare in seguito man mano che i dati vengono bufferizzati. Mentre l’app sull’Apple TV parte sempre con la qualità massima. E qui arrivano i problemi. Dopo 6/7 minuti di riproduzione senza problemi il video si ferma. Rimane l’icona rotante di attesa per alcuni minuti per poi dare il messaggio “Netflix non è disponibile”, da quel punto in poi non funziona niente più. Qualsiasi cosa si tenta di fare il dispositivo è come se non vedesse più la rete, non funziona ne YouTube ne Vimeo, niente. L’unica cosa da fare per far ripartire il normale funzionamento è il riavvio del dispositivo, non il semplice spegni/accendi, ma proprio il reset totale. Ho provato con un altro dispositivo WI-FI (a propostio l’Apple TV memorizza una sola rete WI-FI ) ma niente, ho anche alla fine steso un cavo ethernet in mezzo alla stanza, collegandolo così direttamente al router, ma niente il comportamento è sempre stato quello.

L’ultima prova che ho fatto è stata tentare di ascoltare un semplice podcast audio, ma niente stesso problema.

Ho staccato tutto, l’ho riposto nella scatola e rispedito indietro. Ieri mi è stato comunicato che nei prossimi giorni riceverò il rimborso totale.

Fine dell’esperimento Apple TV, inizia la ricerca di qualcosa che funzioni davvero.

16-12-2015 Aggiornamento

Lunedì è arrivato il rimborso totale senza problemi. Quindi questa parte è chiusa. Però un amico mi ha prestato un Apple TV 2. Con firmware 5.3 Jailbreak. Con questa versione del software Netflix funziona senza problemi. Funziona allo stesso modo della versione Kindle, se c’è un calo di banda si può osservare una diminuzione della qualità del filmato.

Max Tegmark L’Universo matematico: La ricerca della natura ultima della realtà, sembra un libro di fantascienza, ma l’autore mostra come in realtà i diversi Universi paralleli sono già in partenza nelle equazioni attuali della fisica. Ce ne sono tanti tipi diversi, che addirittura è stato necessario proporne una classificazione basata su 4 livelli. Il più alto dei quali, il IV, è appunto quest’oggetto matematico che secondo l’autore sarebbe l’essenza più profonda di tutto l’UNIVERSO che contiene gli altri livelli di Universi paralleli.

Buone notizie per gli animalisti il gatto di Schrödinger è vivo, non subisce particolare maltrattamenti durante il famoso esperimento.

Il film I racconto dei racconti è ispirato al libro di Giovan Battista Basile Lo cunto de li cunti. I racconti che hanno ispirato le vicende sono LO POLECE, LA CERVA FATATA e LA VECCHIA SCORTECATA, dalla prima giornata. La vicenda della storia della regina triste fa da contenitore per le altre storie, come nel libro la storia di Zoza è il legante di tutti i racconti. Le storie sono ovviamente rimaneggiate e adattate, comunque il film merita la visione. Le scenografie sono spettacolari, ma in genere tutto il film è spettacolare. Il film riesce a trasportare lo spettatore in un’epoca in cui la magia faceva parte della vita quotidiana; un’epoca in cui nessuno metteva in discussione l’esistenza di maghi, fate, draghi ed orchi.

Dopo qualche altro giretto, non sono andato mai oltre i 15 km, posso dire che la corsa con i sandali da una sensazione di libertà che nessuna scarpa può dare.
Su questo sandalo in particolare, però, ho avuto lo stesso problema descritto in altre recensioni in giro per il web. La particolare conformazione dello “split” fa si che il mio dito indice del piede sfreghi un po’ nella parte interna provocando dei rossori o se si insiste nel chilometraggio (oltre i 10 km) anche sanguinamento; tra l’altro a me capita solo al piede destro. Io ho risolto mettendo del nastro sul dito prima di uscire.

Singolare l’immagine di apertura di questo libro:

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Entrambi sono fatti per essere maneggiati da una mano umana, hanno più o meno la stessa forma, ma uno è stato fatto da un solo uomo, l’altro ha richiesto la collaborazione di centinaia di persone, che magari nemmeno sapevano per cosa stavano lavorando. Matt Ridley parte da questa semplice considerazione per tentare di spiegare il successo della razza umana; su come è perché siamo diventati quello che siamo, ma sopratutto ci invita a non essere spaventati dal futuro. Le cose sono sempre andate bene quando l’umanità ha avuto il modo di scambiarsi idee e cose, per creare nuove idee e nuove cose; quando questo ciclo virtuoso è stato interrotto ne sono scaturiti solo guai. Il successo dell’uomo si deve al fatto di essere diventati dei produttori specializzati e dei consumatori differenziati; ogni volta che è stata presentata l’autarchia come soluzione dei problemi, sono iniziati i guai, l’esempio più recente è la Cina di Mao che grazie all’autarchia imposta per comprare le armi atomiche russe ha fatto morire milioni di cinesi per fame.

Infine essere ottimisti è d’obbligo nei confronti di chi sta peggio di noi, perché solo così è possibile trovare nuove soluzioni hai problemi attuali. Rifugiarsi nel passato non è la soluzione ma aggrava solo i problemi.

 

Frasi dal libro:

I have observed that not the man who hopes when others despair, but the man who despairs when others hope, is admired by a large class of person as a sage

John Stuart Mill

Speech on ‘perfectibility’

 

‘It is the long ascent of the past that gives the lie to our despair’ H.G.Wells

 

Anche Bill Gates ha recensito questo libro. Con addirittura replica e controreplica sul WSJ.

Shell Extensions Manager è un’ottima utility che può salvarvi da situazioni divenute ingestibili.  Le Shell Extension, sono dei componenti software che servono ad estendere le capacita di Explorer su Windows. Ad esempio è grazie a questo sistema che Winzip aggiunge il menù per poter comprimere un qualsiasi file quando ci cliccate sopra con il tasto destro del mouse. Delle volte però, questo sistema può dare dei problemi. Il mio problema l’ho avuto con una estensione che si occupa dell’invio di un qualsiasi file tramite il bluetooth. Non so perché ma l’estensione si attivava in maniera sbagliata ad ogni click destro del mouse,  e cercava di enumerare tutti i dispositivi bluetooth presenti nel raggio di azione. Il risultato era che il menù risultava bloccato per diverse decine di secondi, tutto questo anche se non ho mai selezionato il comando “invia tramite bluetooth”. Ho provato prima a disattivare il bluetooth, ma niente. Poi grazie a questo programmino ho individuato la shell extension che gestiva il menù e l’ho disattivata senza rimpianti. Il risultato è stato il ritorno alla normalità del menù contestuale.